Me la ricordo bene la prima volta in cui mi sono sentita, veramente, una copywriter.

È successo dieci anni fa, in inverno proprio come adesso. Avevo finito una delle mie giornate di tirocinio in una nota agenzia di comunicazione a Belluno, la Larin. Il freddo pungente, quello classico del Nord Italia al quale chi nasce da Napoli in giù non si abitua mai del tutto.

Stavo andando in stazione a prendere il treno per rientrare a Vittorio Veneto e, nel telefonare alla mia adorata nonna Rosalia e al mio adorato zio Simone, raccontavo loro di quanto fossi felice di ciò che stavo facendo (nella prima foto sotto, una giovane me durante un viaggio ferroviario di quel periodo).

Quel tirocinio poi è finito, con la gratitudine reciproca per aver trascorso un pezzetto di vita insieme e la promessa di restare in contatto. Che non è stata retorica, perché abbiamo continuato a seguirci e stimarci veramente.

Sono successe molte cose in questo decennio. Io ho scritto e lavorato per diverse realtà venete oltre che per settori differenti (come racconto qui sul sito), prima come dipendente e poi come libera professionista. Avendo in dono, nel tempo, la possibilità di intessere una rete con professionisti di altre regioni d’Italia.

Ho alternato periodi di occupazione a periodi di magra, prendendo diverse batoste anche di carattere personale; sono diventata mamma, ho affrontato una pandemia e nel 2023 la mia vita professionale è ripartita da zero. Completamente.

Credo di poter affermare che, pur con tutta la sensibilità che porto dentro – mista a quella “energia infinita” che, da fuori, gli altri dicono di vedere -, mi sono fortificata.

Quell’agenzia del bellunese è cresciuta altrettanto, evolvendosi fino a diventare un’azienda grande e strutturata che, da un anno e mezzo, ho il grandissimo piacere (e anche la grande responsabilità) di poter vantare tra le mie partnership professionali.

Simona intenta a scrivere con la sua penna gialla

Poco prima di Natale sono stata invitata, per il secondo anno consecutivo, al Camp aziendale che ha avuto Bologna come location.

Al di là del piacere di ritrovarsi dal vivo (perché Larin è una tra le poche full remote company d’Italia) e del mettermi in gioco come portavoce designata del Team Marketing durante una delle attività di coaching, trovarmi lì in occasione di questo anniversario così particolare mi ha messo in una condizione di profonda osservazione verso me stessa.

Se da una parte ho confermato quali sono gli aspetti su cui continuare a lavorare per migliorare ancora di più nel 2026 (tra tutti l’ansia, soprattutto quando affronto incarichi nuovi sempre con il timore di non essere all’altezza), dall’altra ho visto anche le mie aree di miglioramento.

Ho preso coscienza di quali sono le mie particolarità e specificità, del fatto che “io non sono la voce di…”, ma sono la mia voce. Una voce che non ha più paura di farsi ascoltare. Di fare una domanda extra durante le call di allineamento.

Una voce che presto per raccontare, ma che resta comunque mia. Con i miei valori, con le cose in cui credo, con un mio accento (va beh, su quest’ultimo direi che non c’erano dubbi).

C’è un percorso attivo che è in divenire e, anche se pochi giorni fa ho festeggiato solo due anni di partita iva (correva la data 02 gennaio 2024), c’è un passato che conta. Che pesa. Che mi ha portato qui e che ha un grande valore.

Una macchina da scrivere gialla con tanti fogli bianchi sparsi intorno

Cosa è cambiato negli ultimi dieci anni nella scrittura? Personalmente di grandi cambiamenti ne ho visti due, ma spero tanto di mettermi in contatto con qualcuno (tipo con te che stai leggendo, per esempio) che me ne faccia notare altri. Il primo è sicuramente l’avvento dell’Intelligenza Artificiale, che sotto diversi nomi raggruppati nel termine Automation sta agendo in maniera duplice.

Velocizzando tantissimi processi di lavoro, ma andando ad appiattire molti dei contenuti che leggiamo nell’ecosistema internet (sempre per il discorso che “non è il mezzo, quanto il come viene usato” e il fatto di delegare tutto all’AI senza metterci del proprio sta atrofizzando diversi cervelli… Ma su questo ci vuole un altro articolo di blog. Ci penserò).

Il secondo cambiamento è il passaggio, che forse è più un ritorno, dal prodotto/servizio alla persona. Il che per me è la celebrazione di una piccola vittoria, dal momento che già dieci anni fa – anche in Larin – proponevo e realizzavo contenuti che umanizzassero i brand.

Non è una genialata, ne sono consapevole. Ma chi lavora nella comunicazione e, come nel mio caso, si occupa di testi, sa bene di cosa sto parlando.

Una scrivania in legno con appoggiate sopra lettere, cartoline, appunti e un vasetto di fiori bianchi

Se ti aspetti una risposta alla domanda “dove ti vedi da qui ai prossimi dieci anni?”, ti dico in tutta onestà che non la troverai perché non lo so. Ho sicuramente dei progetti in mente, che non anticipo qui, ma di cui sto studiando fattibilità e attuazione già dagli ultimi mesi del 2025.

L’obiettivo principale è sempre lo stesso. Quello che ripeto come mantra e che, se siamo stati insieme a qualche evento di marketing e comunicazione, mi hai sentito dire sicuramente.

“Arrivare viva a fine giornata, ogni giorno, mettendo la testa sul cuscino consapevole di essermi impegnata. Facciamo il meglio possibile con quello che abbiamo a disposizione”.

Le previsioni astrologiche per questo 2026 dicono che sarà un anno importante per i quattro segni cardinali, che sono Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno. Considerando che io sono Bilancia ascendente Capricorno, direi che ho “buone probabilità di…”.

Non dispongo di sfere in vetro per prevedere il futuro, ma quello che posso dire è che c’è voglia di vivere.
Di sentire. Di scrivere. Da qui a tanti, altri dieci anni…

Vita da Copyteller.
Il blog di Simona.

Un focus formato blog con le notizie sul mondo della comunicazione, i temi caldi, le voci che seguo con interesse e gli eventi a cui partecipo.

Contattami