“Ma lo sai che quando leggo i tuoi testi o i tuoi messaggi su WhatsApp mi sembra proprio di sentire la tua voce?”.

Questa è una frase che mi sento dire spesso e che si sta ripresentando anche dopo la mia partecipazione come speaker a Oltre lo schermo (se hai perso qualcosa a proposito dell’evento, la ritrovi qui).

Ed è, in assoluto, il complimento più bello che io possa ricevere.

Nel copywriting relazionale si parla tantissimo di tono di voce (ToV) come se fosse un insieme di istruzioni da manuale d’uso. Ma la verità è molto più semplice e, al contempo, più complessa.

Il tono di voce è una presa di posizione. È decidere di non nascondersi dietro cose rassicuranti mostrando chi siamo davvero.

Quando scriviamo per il nostro personal branding la sfida non è sembrare più bravi o più seri, ma essere riconoscibili.

Se dal vivo sei una persona che gesticola, che usa certe espressioni o che mette quel pizzico di ironia anche nei momenti tecnici, perché sul blog dovresti trasformarti in un robot che parla di soluzioni tailor-made?

Allo stesso modo, se sei una persona contenuta, con un certo aplomb e un amore smisurato per le parole strategiche, perché dovresti trasformarti in un menestrello di corte?

Prendere posizione con la propria voce significa mettersela via – come dicono qua a Vittorio Veneto – rispetto al fatto di non piacere a tutti. Significa che chi ti legge e poi ti incontra non deve trovare differenze tra il pixel e la persona.

Se quando ti incontrano dicono “sei tu”, allora lo sei. “Il tuo l’hai fatto”, sempre come dicono qua in Veneto.

Simona intenta a scrivere con la sua penna gialla

Avere un tono di voce coerente potrebbe sembrare una scelta romantica, ma in realtà è una vera e propria scelta di business.

Dal punto di vista della brand identity, infatti:

  1. abbassa le barriere, perché se l’utente sente la tua voce, costruirete una relazione di fiducia più in fretta;

  2. crea un filtro naturale, attirando le persone che vibrano sulle tue stesse frequenze energetiche e allontanando quelle con cui non lavoreresti bene;

  3. rende memorabili, in un mare di contenuti tutti uguali dove è l’accento (metaforico o reale che sia) quello che lascia il segno.

Una macchina da scrivere gialla con tanti fogli bianchi sparsi intorno

Spesso mi chiedono “ma quindi basta scrivere esattamente come parlo?”. Non proprio.

Scrivere come si parla significa mantenere il ritmo, le pause, quelle piccole imperfezioni che ci rendono veri, senza però dimenticare la struttura – grammaticale e non solo – che serve al lettore per non perdersi.

La comunicazione umana online richiede un lavoro di pulizia, ma anche di coraggio.

Quello di scrivere, per esempio, una frase un po’ più lunga perché se fossi davanti a un caffè, la diresti in quel modo facendo esattamente quella pausa lì.

L’intelligenza artificiale può scrivere quasi tutto, ormai, tranne una cosa: quella tua maniera unica di riempire gli spazi e di stare al mondo, pronunciando – sparo a caso – quelle parole con la “r” che escono in quel modo solo a te.

Il tuo tono di voce è il tuo confine: definisce chi sei, cosa pensi e come tratti le persone.

Una scrivania in legno con appoggiate sopra lettere, cartoline, appunti e un vasetto di fiori bianchi

Oggi voglio dirti di non avere paura di sentirti troppo. Ti voglio esortare a mostrarti nella tua interezza, a non temere il tuo accento o le tue espressioni tipiche. Perché anche quelle fanno parte del tuo personal branding e, alla lunga, ti assicuro che ripagano. Che distinguono.

Detto da chi, negli ultimi tredici anni fuori dalla Sicilia, sul suo accento si è sentita fare diverse osservazioni, chiamiamole così. Ma che poi ha avuto anche le sue gioie, come per esempio quella di sentirsi dire: “all’AI manca l’impronta umana che, ai testi, dai tu. E noi ce ne siamo accorti, senza di te”.

Alla fine, tutti noi cerchiamo sempre di dare e restituire qualcosa. Non cerchiamo contenuti perfetti, quanto contenuti di valore e persone vere con cui poterci relazionare. In cui poterci, anche, riconoscere.

E la tua voce è la prova più grande che, quando si oltrepassa lo schermo, dall’altra parte ci sei davvero tu.

Vita da Copyteller.
Il blog di Simona.

Un focus formato blog con le notizie sul mondo della comunicazione, i temi caldi, le voci che seguo con interesse e gli eventi a cui partecipo.

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