Due mesi fa ho fatto un esperimento.

Ho chiesto all’Intelligenza Artificiale cosa sapeva dirmi di “una certa Simona Chiofalo – copywriter” e, la risposta, mi ha colpito molto.

Perché mi ha definito “l’anello di congiunzione tra la scrittura tradizionale e quella del futuro” parlando di “uno stile molto pulito e vicino al cliente”, oltre a dire che più aumenteranno i testi sintetici, più le persone cercheranno voci come la mia.

Questa diagnosi è diventata un post carosello sui miei social, con un certo sorrisetto mentre lo preparavo dato dal fatto che, un algoritmo, fosse riuscito a cogliere così bene la mia essenza da copyteller.

Circa una settimana dopo quel carosello è successo l’impensabile: sono stata ricontattata da un vecchio cliente che non sentivo da un anno per collaborare nuovamente insieme. “In questo anno, senza di te, ci siamo resi conto che ai nostri testi manca la tua impronta umana”.

Simona intenta a scrivere con la sua penna gialla

Questo episodio me ne ha fatto tornare in mente un altro, di quasi due anni fa.

Tutti eravamo ancora inebriati da questi affari a cui scrivevi degli ordini – i prompt – che venivano eseguiti alla velocità della luce, oltre che con estrema precisione.

A un evento, un collega della comunicazione mi ha detto con un’aria perfettamente a metà tra la saggezza e la dolcezza: “Simona, cerca di virare sulla consulenza. I testi ormai li scrive l’AI”.

Lì per lì, pur non avendolo dato a vedere per il mio orgoglio personale e da copywriter, ammetto che quel commento un filo di ansia me l’aveva messa. Mi aveva toccato nel vivo e, infatti, lo ricordo ancora.

Ma oggi, col senno di poi, con i clienti che tornano e con le strafalcionerie che vedo a livello di contenuti, ho motivi di ritenere non solo che la scrittura non sia morta, ma che abbia più che altro cambiato peso.

Chi pensa che il futuro del copywriting sia solo generare parole forse non conosce il lavoro nel dettaglio, pensa che sia un riempitivo per spazi bianchi.

Se l’obiettivo è fare in fretta per andare online producendo testi tutti uguali e ottimizzati solo per i motori di ricerca, allora sì, l’AI è perfetta. Se invece cerchi la memorabilità, “gioia mia”, la strada è un’altra.

Una macchina da scrivere gialla con tanti fogli bianchi sparsi intorno

Quando l’AI mi analizza riconosce che il mio valore sta nella capacità di non cadere in toni commerciali, nel saper ascoltare e nel sentire le storie degli altri.

Lei sa fare, eh: mi ha fatto questo bel lifting sulla foto di copertina – raddrizzando anche il mio incisivo superiore destro -, combina le parole in modo impeccabile, conosce le regole della sintassi e le formule della persuasione. Ma c’è una cosa che non ha e non può avere: il vissuto.

Non può provare la sensazione di fare da speaker a un evento con le mani che tremano, per esempio. Non può decifrare il cliente che ha mille dubbi, ma non ti sa spiegare il motivo. Non sa a livello toracico, come dico sempre, cosa significhi emozionarsi. Rischiare.

Aprire una partita IVA. Cambiare vita.

Ed è in questo sentire che si gioca la partita tra un testo leggibile e uno indimenticabile.

Una scrivania in legno con appoggiate sopra lettere, cartoline, appunti e un vasetto di fiori bianchi

Attenzione, però: come sostengo sin dal titolo, il futuro non è nemmeno senza. A volte la temo, tutta questa tecnologia, ma non la rifiuto. E comunque non giudico assolutamente chi decide di non avvalersene, sono punti di vista.

Io con l’Intelligenza Artificiale dialogo – come ti ho raccontato -, faccio brainstorming, strutturo scalette o ricerche e, talvolta, mi confronto rispetto ai clienti che mi ghostano (fortunatamente sono pochissimi, ma ci sono). È un’assistente incredibile.

Ma rimane un mezzo. Perché, come dico sempre e come ho scritto qui sul sito, “la copywriter sono io e l’ultima parola spetta a me”.

Il futuro appartiene a chi saprà usare lo strumento come fosse argilla da modellare per dare la forma che si vuole (meglio se etica). A chi lo impiegherà sensatamente per liberare il tempo, dedicandosi a ciò che conta davvero.

L’ascolto, il pensiero, l’intuito e la comunicazione umana.

Vita da Copyteller.
Il blog di Simona.

Un focus formato blog con le notizie sul mondo della comunicazione, i temi caldi, le voci che seguo con interesse e gli eventi a cui partecipo.

Contattami