“Oltre, si sa, non è un posto per tutti”.
Ma a ‘sto giro, oltre, ho voluto andarci: partecipando in qualità di speaker alla seconda edizione di Oltre lo schermo, evento organizzato a Rovigo presso gli spazi di Zico Coworking, dalla social media manager Giada Beltrame.
“Un invito a riscoprire la bellezza della presenza, dove la connessione non passa attraverso il Wi-Fi, ma attraverso il cuore”, per dirla proprio con le sue parole.
Parte tutto a febbraio. Nella mia solita rassegna social e rassegna mail del mattino, scorgo una richiesta di contatto direttamente dal form del mio sito. Leggo il nome e penso “la conosco, ci seguiamo sui social”.
“Ti scrivo perché sto organizzando un evento e mi piacerebbe averti come speaker. Il mio evento è alla sola seconda edizione e si chiama “oltre lo schermo”, nasce dalla mia necessità (e credo quella di tanti) di costruire rapporti e conversazioni offline per una volta. Cosa ne pensi?”.
Che la devo rileggere due volte, questa e-mail, perché non è possibile!
Invece, rileggo le stesse parole. E sento subito che quel tema, a me molto caro, fa da richiamo.
Chiedo immediatamente un consiglio via WhatsApp alla mia carissima amica (e consulente di comunicazione) Giada Corneli che, neanche a dirlo, mi incoraggia in 3-2-1: sarà il nome!
Due call ed è tutto pronto. Uno di quei contenuti che si sono “scritti da soli”, come dico sempre quando un testo passa dalla mia mente alla tastiera del computer senza alcuno sforzo. Trasformato in un’intervista dalla bravura e dalla sensibilità di questa piccola, grande organizzatrice.

“Gli incontri fortunati: quando avvengono oltre gli schermi”.
Il mio intervento non avrebbe potuto avere un titolo diverso.
Trattandosi di un evento dedicato alle connessioni umane, ho raccontato proprio di come è partito il mio percorso di libera professione da quell’incontro fortunato avvenuto tre anni fa, all’&love Story di Verona, con quella che sarebbe diventata la mia rete più stretta di collaboratori e, soprattutto, di amici fidati (i loro nomi nell’intervista integrale che trovi sul mio profilo LinkedIn).
Ho provato a raccontare quanto, nel mio lavoro di copywriter, le persone siano tutto e che per questo, quando possibile, preferisco incontrarle dal vivo per coglierne sguardi, gestualità, anche dei semplici ricordi da portare con me in ciò che scrivo di loro.
Di come “gli incontri fortunati possono portare cambiamenti significativi nella vita degli altri, mettendoci di fronte a quelle che io definisco le persone virgola: cioè quelle che, proprio come la virgola, in base a dove le metti possono cambiare il corso della storia… purché siano cambiamenti positivi, perché c’è bisogno di cose belle!” .

Da quell’incontro ne sono seguiti tanti altri, in questi tre anni, alcuni dei quali si sono materializzati proprio a Rovigo: con Laura Tresoldi, per esempio, social media manager anche lei, arrivata apposta da Ferrara per ascoltarmi. Conosciuta all’&love Story 2024 e con cui ci siamo tenute in contatto, ritrovandoci poi da Zico Coworking.
Oppure con Daniela Santoro, time strategist e professional organizer conosciuta al BreathUp dell’anno scorso, a Napoli, e arrivata a Oltre lo schermo come speaker per raccontare la sua storia, intensa e coraggiosa, di persona che un giorno ha detto “basta!” al dover performare a tutti i costi.
Non sono mancate, inoltre, le presenze a chilometri di distanza capaci di annullare la lontananza geografica. E una menzione in tal senso va assolutamente a Luca Grillo, formatore e carissimo amico incontrato al WMF del 2023 che, una volta saputo della mia partecipazione a Oltre lo schermo, mi ha mandato un messaggio di felicitazioni dal Giappone. Dal Giappone, signori.
A dimostrazione del fatto che i rapporti umani hanno bisogno di pensiero, ma anche e soprattutto di presenza. Di struttura. E chi vuole esserci davvero, c’è anche quando si trova dall’altra parte del mondo.

Da questa esperienza mi porto un sacco di cose bellissime, che ci tengo a condividerti. Per esempio, il ricordo delle mie mani freddissime e un po’ tremanti (come sempre quando sono molto emozionata: questa cosa l’ho presa da mio padre) pochi minuti prima di iniziare.
Il momento dell’aperitivo-pausa, in cui il signor Stefano, papà di Alberto (intervenuto dopo di me insieme alla dott.ssa Carlotta Lucadamo), mi si è avvicinato per dirmi di avergli ricordato i suoi trascorsi lavorativi a Palermo, nel 1987. Oltre a dirmi che “il tuo intervento mi è arrivato molto e ho avuto la sensazione che tu sia una bella persona”.
E ancora, la gratitudine profonda a Giada Beltrame, che con questo suo evento compie un vero e proprio servizio alla comunità.
Tutti gli interventi che ho ascoltato. Ogni singolo speaker, con le sue visioni, ha dato un contributo fondamentale alla riuscita di questa seconda edizione e al mio arricchimento personale, che mi ispirerà senz’altro nella mia attività di copywriter.
Chiudo con una constatazione più una dedica molto personale, che però mi sento davvero di fare.
La constatazione riguarda quella frase secondo cui “quando fai qualcosa di bello, ti fanno più festa gli estranei che le persone – sulla carta – vicine a te”. Purtroppo mi trovo a doverlo confermare: nomi sui quali ci avrei giurato hanno mancato, ma forse va anche bene così.
A fronte di queste mancanze illustri ci sono state altrettante presenze inaspettate, ma molto gradite, con messaggi di stima che tengo cari. Come si conservano le cose davvero preziose.
La dedica, per questa cosa che è stata grande – almeno per me – va a mio zio Simone. Che mi diceva sempre: “biedda” (cioè “bella”, come era solito chiamarmi), “dovresti fare delle cose dove c’è il tuo nome sopra. Si deve sapere che sei tu”.
L’ho fatta, una cosa “col mio nome sopra”. E anche se non ho potuto raccontarglielo mi piace credere che, in qualche modo, lui lo sappia.

