Le cose che ricordiamo davvero sono quelle che ci dicono molto con pochissimo.

Viviamo in un mondo dove lo spazio bianco sullo schermo sembra sempre troppo, fa quasi paura (i web designer sanno di cosa sto parlando).

Ma se c’è una cosa che ho imparato in questi anni da copywriter è che il vero lusso, nello scrivere, sta nel posare la penna quando è necessario.

Scrivere meno per scrivere meglio non è solo una tecnica: è una forma di cortesia. Significa dire a chi ci legge “il tuo tempo è prezioso, per cui ecco ciò che ho da dirti”.

Tutti pensano che scrivere un testo lungo sia più difficile: in realtà, è vero il contrario. Riempire i fogli di aggettivi è un esercizio di stile che spesso nasconde una mancanza di chiarezza.

La vera fatica sta nel potare, nello sfoltire i rami secchi finché non resta solo il tronco del contenuto. O nel lasciare che, come in autunno, ciò che è superfluo si stacchi alla stregua delle foglie dagli alberi.

Se una parola non aggiunge valore, lo toglie. E questo vale per tutto: da un post per il tuo blog a una e-mail di reparto tra i rumori di uno stabilimento. La regola non cambia.

Simona intenta a scrivere con la sua penna gialla

A scuola mi rimproveravano di essere “troppo sintetica”.

Sulle prime, cercavo anche di spiegarmi. A parole, proprio. Di dimostrare come non fosse necessario dilungarsi nella scrittura se, tutto ciò che avevo da dire, potevo dirlo con poco senza per questo perdere in incisività.

Finché poi mi sono detta: “ma perché investire tempo a spiegarlo a parole, quando puoi dimostrarlo con i fatti… scrivendo?”. Ed è andata meglio.

Allora, proprio per non dilungarmi lascio qui tre piccole dritte che, in genere, mi sono d’aiuto per capire com’è un testo, dove sta andando, se è il caso di lasciargli un po’ di briglie oppure di tirargli subito le redini.

Una macchina da scrivere gialla con tanti fogli bianchi sparsi intorno
  • Prova con verbi forti, non con avverbi deboli. Invece di scrivere “camminava molto velocemente”, scrivi “correva”. Il verbo evoca un’immagine, l’avverbio prova solo a spiegarla;

  • pensa alla regola del “cosa importa davvero?”. A meno che non si tratti di un’e-mail con specifiche tecniche, prima di inviarla ai colleghi/ai collaboratori rileggila chiedendoti: “se dovessi dire questa cosa in un sms, come farei?”. Quella versione è, quasi sempre, la migliore.

    (ma ve li ricordate gli sms? Un po’ di tempo fa, un mio caro amico mi aveva raccontato di come volesse tornare a scrivere i suoi messaggi WhatsApp in soli 160 caratteri… devo chiedergli se ha dato seguito al suo proposito);

  • il microcopy è sempre dalla tua parte. A volte un titolo azzeccato e tre punti in un elenco valgono più di dieci paragrafi: la leggibilità è parte integrante della scrittura efficace.

Una scrivania in legno con appoggiate sopra lettere, cartoline, appunti e un vasetto di fiori bianchi

Nonostante il grande lavoro di educazione nel settore grazie a voci ben più autorevoli della mia, si pensa ancora – sbagliando – al copy come a qualcosa che serve solo a vendere. O che può essere fatto da chiunque perché tanto c’è l’AI.

Ma pensa a quanto tempo risparmieremmo tutti se le comunicazioni interne (sì, anche quelle che viaggiano tra uffici e reparti) fossero scritte con la stessa cura di un “fatto a mano”.

Scrivere in modo sintetico riduce i malintesi, abbassa i livelli di stress e permette alle persone di tornare al proprio lavoro senza dover interpretare le frasi fumose del collega. La semplificazione del testo è un lubrificante per gli ingranaggi di qualsiasi attività.

Non dobbiamo scrivere per dimostrare quanto siamo bravi a usare i sinonimi, ma per creare un ponte con l’altro: tra tante parole (di cui alcune anche inutili), essere voce pulita, essenziale e onesta è ciò che rende davvero memorabili.

Vuoi metterti subito alla prova? Prendi il prossimo testo che scriverai oppure quella e-mail che è lì, pronta per l’invio. Rileggila attentamente e togli il 20% delle parole senza cambiare il significato. Elimina avverbi e aggettivi, accorcia le frasi, torna al soggetto-predicato-complemento che analizzavamo a scuola.

Ti accorgerai che quello che resta respira meglio.
E anche tu.

Vita da Copyteller.
Il blog di Simona.

Un focus formato blog con le notizie sul mondo della comunicazione, i temi caldi, le voci che seguo con interesse e gli eventi a cui partecipo.

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